Maratea e Taormina non sono uguali

Alcune settimane fa ho partecipato ad un congresso a Taormina e in un momento di relax sono voluto tornare a fare una passeggiata nel corso principale , quasi per ritornare indietro nel tempo. Ho avuto così la fortuna di imbattermi in un vecchio amico di infanzia che lavora nel più prestigioso albergo di Taormina, che mi ha deliziato della sua ospitalità e con il quale mi sono intrattenuto sulla città che lo ospita. E’ stato naturale poi arrivare a fare confronti con Maratea , che nell’immaginario di noi tutti ( marateoti ) non è seconda come attrazioni e bellezze a Taormina ( o a Capri, o a Portofino, solo per citare le italiane).
Questo mio amico mi parlava della diminuzione di turisti a Giugno ( a me invece , dalla quantità di gente che vedevo, sembrava fosse il 15 agosto a Maratea ) , che erano diminuiti soprattutto i turisti russi e del fatto che comunque non era più come una volta .
Sono rimasto meravigliato perché io a Taormina c’ero sempre stato in periodi di alta stagione e non avevo mai potuto apprezzare la differenza. Ma come tutte le cose che non si conoscono e per questo si esprimono errati giudizi ho poi imparato che Taormina era amata fin dai tempi dei romani , che fino al secondo dopoguerra gli alberghi in estate erano chiusi perché c’era solo un turismo di’elite invernale. Che differenze con Maratea! Da noi il problema è completamente diverso: a Giugno è quasi come essere a Maggio o a Ottobre, un quasi deserto assolutamente non confrontabile con i flussi di Taormina. Anche adesso a Luglio non è che cose siano poi cosi meglio. Oltre a ciò a Taormina si respira un’aria di internazionalità che Maratea ha solo potuto sfiorare; anzi oggi mi sembra il trionfo della provincialità . E’ vero , non abbiamo la tradizione di secoli di turismo ma dovremmo avere per questo l’umiltà e la voglia dei challenger , degli sfidanti, e cercare di recuperare non ripetendo gli errori degli altri, il terreno perduto. E’ necessario un grande sforzo di creatività e di idee per farlo, a cominciare dai governanti pubblici locali e regionali che dovrebbero essere il “motore” che incentiva e agevola lo sviluppo turistico nel profondo rispetto dell’ambiente e della natura. C’è poi una contraddizione : perché continuare a far diventare per tutti una cosa che la stessa natura ha voluto limitare dando pochi spazi fruibili? In questo momento non siamo né carne né pesce : siamo troppo cari perché a parità di prezzo diamo meno di altre località e quindi il sovraprezzo non ci viene riconosciuto A Taormina è tutto molto più caro che a Maratea ma ciò viene accettato perché c’è un valore intrinseco che va al di là del servizio o del prodotto servito : è il fatto di averlo comprato a Taormina. Per questo motivo Maratea dovrebbe spingere ancora di più sull’esclusività , quindi una Maratea non per tutti ma alla portata di tutti , con una particolare attenzione al lusso e a tutto quello che è prestigioso , unico e riservato. Secondo la secolare legge della domanda e dell’offerta: più apprezzi una cosa e più sei disposto a pagarlo!





Ultimi commenti