Briganti: storia di una cronaca quasi annunciata.
Molto volentieri pubblico uno scritto inviatomi da Iuri Lombardi , giornalista di origine lucana che vive ed opera in Toscana , il cui testo completo trovate sul sito www.maratea.info alla pagina Briganti: storia di una cronaca quasi annunciata.
Ricordo che la strada finiva poco prima della spiaggia e che il profumo delle liquirizie essiccate al sole inebriava il mattino. Poi ricordo i silenzi, le onde infrangersi sulla bionda spiaggia, i timidi bar sul lungomare, la schiuma dei flutti prima della risacca. Nova Siri, lo Jonio, Maratea, il Tirreno, la scena non cambia, la poesia neppure. Entrambe le località mi sussurrano un nome, m'indicano una terra, forse la terra del rimorso, come sosteneva Ernesto De Martino: la Lucania. Un ricordo sottile, infantile, lungo quanto un ponte, forse un treno, che per quanto mi riguarda da sempre unisce queste due terre: la Toscana e la Lucania. Le mie estati si sono sempre svolte in Lucania. A fine luglio partivo, e parto tutt'oggi, da Firenze per raggiungere la regione lunare, la luna d'Italia, la terra della luce, come la definivano nel Medioevo i cortigiani di Federico II. Da bambino la meta era Nova Siri, nel metapontino, poi, sempre più costante, Anzi, il borgo montano da dove parte delle mie radici provengono. Anni di Basilicata, oltre a rappresentare dolci ricordi, significano anni di pensiero, di studio, nel tentativo di razionalizzare le bellezze di questa terra, di metabolizzarne la storia. E cose da raccontare sulla Lucania ce ne sono, a cominciare dal brigantaggio. La prima volta che conobbi un brigante, mi pare Ninco-Nanco, fu ad Anzi, quasi per magia, quando mi fu detto che passò da lì un secolo prima. Mi indicarono persino il tratturo, un misero sentiero che si apre in una roccia spaccata a metà, ....(continua alla pagina Briganti: storia di una cronaca quasi annunciata.)





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