Flavio Briatore a Maratea
Nel mese di Agosto appena passato ci sono stati vari ospiti VIP a Maratea , come ogni estate e quasi tutti arrivano in barca - e che barche- sceicchi, modelle, calciatori, milionari (in euro), allenatori di calcio, cantanti e chi ne ha più ne metta.Tra questi anche il mitico Flavio Briatore, uno - al di la delle simpatie - tosto perchè si è fatto da se ma anche perchè ha combattuto una grave malattia. Maratea era - probabilmente - una tappa di avvicinamento alla Calabria della sua attuale compagna e - it may be- promessa sposa Elisabetta Grecoraci. Lo abbiamo saputo solo dopo, in occasione di un suo intervento presso un circolo di giovani di Forza Italia - nella sede romana dei Circoli del Buon Governo di Marcello Dell'Utri- , dove ha citato Maratea; in male purtroppo , accomunandola però a Tropea - sigh - e a Favignana.
Perchè ha parlato di Maratea criticandola? E perchè la ha accomunata alle altre due località?. Perchè le accomuna la stessa difettosità: non sono - secondo il nostro Flavio - adeguatamente sfruttate, perchè mancano organizzazione , competenze e strutture.
Cito al riguardo l'articolo apparso su IL TEMPO del 11.7.07 a firma di Maurizio Gallo che riporta l'intervento di Briatore:
-....(Flavio Briatore) Affronta il tema delle ferie scaglionate («Allucinante, perché tutte ad agosto? È faticoso. Potrebbero restare in città, così ne sarebbero davvero i padroni»); torna su quello del turismo («Potremmo diventare la Florida dell’Europa. Ma vai a Tropea, a Favignana, a Maratea, trovi posti fantastici e non c’è niente, non ci sono strutture, bisognerebbe avere scuole alberghiere, scuole per equipaggi di grandi barche, porti, rimessaggi e allora sì che tedeschi e svizzeri verrebbero»); affronta quello degli studi all’estero («L’importante è imparare l’inglese e aprire la tua visione. All’estero c’è meritocrazia, se sei bravo se ne accorgono subito e ti danno una chance. Qui sei un potenziale nemico e cercano di ammazzarti subito»); dei sacrifici per raggiungere la vetta («Se parti da Cuneo, come sono partito io, devi mangiare il filo spinato. I giovani d’oggi sono abituati troppo bene, non sanno che vuol dire soffrire, hanno due o tre telefonini e non sai chi cazzo li chiama, su quei telefonini...»).
Ho volutamente lasciato il resto del testo , anche se non parlava di Maratea, perchè lo ritengo utile a spiegare il mio commento su quanto affermato da Briatore.
Questa estate ho avuto anch'io la fortuna di essere sia Maratea che a Tropea: ho trovato gli stessi problemi , la stessa disorganizzazione - gli stessi incendi - la stessa superficialità, gli stessi prezzi. Forse chi ci vive tutto l'anno non si accorge , soprattutto perchè non esce e non conosce altre realtà. Perciò è vero quanto detto da Briatore: come possiamo attirare turisti , lasciatemi dire di classe e comunque spendenti , se non siamo competitivi con tutti gli altri posti vicini e lontani? Perchè una famiglia di Milano deve venire a Maratea , con un viaggio di 10/12 ore quando va bene , spendere un sacco di soldi e non divertirsi quando con la metà può scegliere tra tremila altre mete turistiche?
E' questa coscienza secondo me non c'è: i pochi turisti che "abboccano" - abboccano è la parola giusta - lo fanno probabilmente solo per tanto "amore" e per provare o perchè odiano prendere l'aereo. Solo le briciole vengono raccolte da Maratea , del grande bacino di turisti italiani ed estero esistente. Questa è la verità e non ce ne sono altre: bisogna organizzarsi e fare marketing di Maratea , ma vero , non quello trascinato di consorzi e altre comitive varie.
In una delle prossime "puntate" mi piacerebbe proporre delle mie "ricette" per aiutare a dare un contributo...





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